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29 Aprile 2019 le ostetriche della Valle d’Aosta a “Radio Proposta in blu”, all’interno della rubrica “Grandangolo, incontro con le professioni”

17 Maggio 2019

“Grandangolo – Incontro con le professioni della Valle d’Aosta” rubrica di Fabrizio Favre su Radio Proposta in blu.

Lunedì 29 aprile alle ore 10:35 è andata in onda l’intervista alla Presidente dell’Ordine Corinne Menabreaz pubblicata successivamente sul Corriere della Valle. 

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?

A livello nazionale sono diversi i problemi che riguardano le ostetriche:

La figura dell’ostetrica è agli ultimi posti tra le professioni sanitarie per tasso occupazionale, è presente un alto livello di disoccupazione sia a uno che a due anni dalla laurea.

Le ostetriche operano nel SSN principalmente nelle unità di ostetricia, puerperio e sala parto, quasi inesistente la loro presenza all’interno delle UO di neonatologia e ginecologia in quanto i posti sono ricoperti da altre professioni sanitarie. Vi è una tendenza da parte delle neolaureate ad orientarsi verso la libera professione ed al turismo lavorativo in particolare Inghilterra, Germania o come accade per le colleghe valdostane in Svizzera.

L’alto tasso di disoccupazione è purtroppo legato al fatto che in Italia non sempre vengono riconosciute, dalle istituzioni, le competenze, le potenzialità e gli specifici ambiti operativi dell’ostetrica e inoltre da un punto di vista socio-culturale la donna con una gravidanza fisiologica è abituata a cercare come professionista di riferimento il medico specialista benché questo tipo di assistenza sia di competenza ostetrica. Per cui anche le colleghe che provano la strada della libera professione spesso sono ostacolate da questa barriera culturale.

A livello regionale da diversi anni è stato fatto un buon lavoro, è stato portato avanti il progetto nazionale “Percorso nascita” grazie al quale tutte le donne in gravidanza hanno la possibilità di essere seguite gratuitamente da un’ostetrica nei consultori ASL di zona. L’ostetrica, che opera in piena autonomia, prescrivendo gli esami e le ecografie necessarie, all’occorrenza potrà fare riferimento al medico specialista e potrà seguire la coppia per tutti i nove mesi per poi sostenerli nuovamente durante tutto il primo anno di vita del bambino. Per essere seguite in gravidanza è sufficiente per le donne contattare il consultorio e prendere un appuntamento con l’ostetrica.

Esistono possibilità di lavoro in valle oppure il settore è saturo?

Purtroppo al momento in Valle d’Aosta il mercato è saturo, abbiamo un tasso di disoccupazione del 26%, per cui molte colleghe neolaureate hanno dovuto cercare occupazione fuori regione o all’estero. A breve ci saranno alcuni pensionamenti ma l’età media delle ostetriche valdostane è bassa e la percentuale di disoccupazione è destinata ad aumentare a meno che non si cerchi di potenziare i consultori e di promuovere, all’interno delle U.O di ostetricia e ginecologia, il modello organizzativo a totale conduzione ostetrica come sta già avvenendo in altre realtà a livello nazionale.

Esistono nuovi sbocchi professionali?

L’ostetrica può lavorare presso ospedali, case maternità, pubblici o privati, nei consultori o come libero professionista, può ricoprire in base ai propri studi ruoli di coordinamento o di tutoraggio e docenza. Inoltre in base alla legge Bianco Gelli attualmente può anche occuparsi di ostetricia forense e essere perito o consulente tecnico del tribunale. Ci sarebbero nuovi sbocchi nei reparti di neonatologia e ginecologia dove però al momento sono impegnate altre figure professionali.

Iniziative di formazione realizzate nel 2018 e in programma nel 2019?

Le ostetriche come tutti gli operatori sanitari hanno l’obbligo della partecipazione alle attività di formazione come requisito indispensabile per svolgere l’attività professionale. A tal fine ormai da molti anni oltre ai corsi residenziali c’è l’opportunità di aggiornarsi da casa partecipando a lezioni sul web chiamati formazione a distanza. Oltre ai corsi Fad gratuiti presenti on line per quest’anno l’Ordine ha proposto un corso riguardante la responsabilità professionale dell’ostetrica al cospetto della legge Bianco-Gelli del 2017 che impone maggiore prevenzione degli eventi avversi attraverso una attenta rilevazione dei rischi, formazione del personale finalizzata, maggiore aderenza alle linee guida e buone pratiche e diversa assegnazione della responsabilità tra strutture e professionisti  e assicurazione obbligatoria.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?

Abitualmente quando si chiede alle studenti del primo anno come mai vogliono fare le ostetriche la risposta comune è quella di dire “Perché mi piacciono i bambini” per poi scoprire che questo lavoro a più a che vedere con la donna. L’ostetrica non è colei che fa nascere i bambini, perché questo è quello che fanno le mamme bensì è la figura che in autonomia segue la fisiologia della donna, è la professionista che le sta accanto e la sostiene in gravidanza e al parto come in ogni altra sua fase di vita, dalla nascita alla menopausa. E’ un mestiere che richiede la capacità di ascolto, richiede la capacità di rimanere in attesa ad aspettare senza avere fretta di intervenire, avendo fiducia nelle competenze delle donne e dei bambini, ma richiede anche sangue freddo e capacità di azione nelle occasioni critiche sapendo riconoscere la patologia e quando è necessario richiedere l’intervento medico.
Per diventare ostetrica è necessario spostarsi negli Atenei fuori valle come a Torino dove annualmente vengono riservati dei posti per gli studenti valdostani.

Ci sono problemi sul fronte pensionistico?

La categoria in valle ha un’età media molto giovane per cui al momento sono poche le colleghe interessate al tema pensioni.

Il mondo digitale è entrato nelle vostre professioni? E se si come?

Come in tutte le professioni anche per la professione ostetrica il mondo digitale ha apportato dei cambiamenti, per quel che riguarda la formazione continua gli operatori possono seguire i corsi di aggiornamento on line direttamente sul web da casa. La digitalizzazione ha permesso una comunicazione più veloce ed efficace tra gli operatori, migliorando così l’assistenza, ha permesso di avere dei data base che permettono di effettuare vari studi raccogliendo innumerevoli informazioni. Per quel che riguarda per esempio il nostro lavoro l’utilizzo dei programmi in rete hanno permesso di favorire la continuità assistenziale tra ospedale e territorio, al momento della dimissione di mamma e bambino dall’ospedale le ostetriche territoriali hanno la possibilità di essere informate tempo zero in modo da poter contattare i neogenitori il giorno dopo la dimissione e organizzare i controlli successivi.

Quale valore professionale da recuperare in questa nostra società?

Il valore professionale da recuperare è sicuramente quello dell’empatia e dell’ascolto. In una società moderna in cui tutti sono di fretta e che si basa molto sulle apparenze, si è portati ad ascoltare troppo se stessi e le proprie parole senza fare caso a quello che vuole e che ha da dire chi ci sta di fronte. Si pensa che il proprio punto di vista sia l’unico giusto mentre non è così, ogni donna ha un vissuto diverso che non conosciamo e bisogna imparare ad ascoltare senza giudicare.

Al giorno d’oggi le persone vivono senza avere attorno a se una rete di sostegno efficace, che si parli di adolescenti, di neogenitori o di donne in menopausa, se l’ostetrica è in grado di mettersi in ascolto avrà l’occasione di dare un enorme sostegno alle persone che si rivolgono a lei come professionista.

Ma quando si parla di ascolto bisogna anche pensare ad un altro tipo di ascolto che è più profondo e che va al di là del sentire con le orecchie. L’ostetrica dovrebbe aiutare le donne ad entrare maggiormente in ascolto del proprio corpo e del proprio bambino in modo da aumentare la fiducia in quelle che sono le proprie competenze e arrivare a capire da sola quali sono i segni di benessere e quali sono i limiti del proprio fisico.