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“Giù le mani dalla legge 194/78”: Nel mese di febbraio in Consiglio Comunale ad Aosta si è discusso in merito alla proposta “Aosta: città per la vita”.

28 Marzo 2019

L’Ordine della Professione di Ostetrica valdostano ha espresso le proprie perplessità con una lettera indirizzata alla Presidente del Consiglio comunale chiedendo maggiore prevenzione e dialogo con gli operatori sanitari che, quotidianamente, sono al fianco delle donne e delle coppie. La discussione in aula ha poi portato il Consiglio a rimandare l’ordine del giorno con l’impegno della presidenza del Consiglio di organizzare in tempi brevi una serata di informazione sul tema.

La lettera dell’Ordine:

L’ Ordine della professione di Ostetrica della Regione Autonoma Valle d’Aosta, in merito alla mozione: “Aosta: una città per la vita”, presentato in Consiglio Comunale il 23/24 gennaio 2019, manifesta le proprie perplessità e vuole esprimere la propria posizione a sostegno della legge 194/78 che, pur avendo ancora molti punti da migliorare, ha portato negli anni ad una notevole riduzione degli aborti clandestini con un conseguente calo della mortalità e morbilità delle donne, offrendo ad esse la possibilità di avere migliori condizioni di vita e garantendo loro libertà di scelta.

Come riportato nella relazione del Ministero della salute rispetto all’anno 2017, a livello nazionale:

  • -dal 1983, l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è in continua e progressiva diminuzione e attualmente il tasso di abortività del nostro paese è fra i più bassi tra quelli dei paesi occidentali;
  • -le IVG nel 2017 sono calate del 4.9% rispetto all’anno precedente;
  • -è confermata la diminuzione degli aborti clandestini;
  • -dopo un aumento importante nel tempo, le IVG fra le donne straniere si sono stabilizzate e cominciano a mostrare una tendenza alla diminuzione;
  • -in calo anche il tasso di abortività fra le minorenni;
  • -in calo le percentuali di IVG ripetute (la percentuale riscontrata in Italia è più bassa rispetto a quella degli altri paesi);
  • -Solo 390 su 654 strutture dotate di reparti di ostetricia e ginecologia in Italia effettuano interruzioni di gravidanza.
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Secondo i dati Istat in Italia nel 2017 le interruzioni di gravidanza erano 80.733 a fronte dei 254.000 circa degli anni ‘80 quando a livello regionale in Valle d’Aosta si calcolavano 538 IVG rispetto alle 161 del 2017.

A livello internazionale sono diffuse associazioni pro-vita che storicamente hanno sempre cercato di minare la legge 194/78 e come Ordine non crediamo che questo tipo di associazione vada promosso da parte di un’istituzione pubblica all’interno dei servizi che operano a tutela della salute delle donne e delle famiglie.

L’Ordine chiede alle istituzioni che venga aperto un dialogo con i professionisti della salute. Gli operatori sanitari, con la loro esperienza quotidiana nell’assistenza e nel sostegno delle donne, da quarant’anni, ben conoscono le criticità legate all’applicazione della legge 194/78 e potrebbero dare un contributo consultivo fondamentale per le scelte inerenti gli atti politici e amministrativi aventi per oggetto la tutela della vita, della famiglia e delle scelte consapevoli delle coppie.

All’interno della mozione, non sono state menzionate le effettive azioni necessarie a migliorare l’assistenza alle donne quali:

  • -il potenziamento dei servizi esistenti nei consultori/ambulatori del territorio valdostano per sostenere, accompagnare, informare le donne affinché le loro scelte siano libere e consapevoli. Incrementare il personale ostetrico favorirebbe l’attività di counselling in merito alla contraccezione responsabile, come previsto dalle raccomandazioni dell’ISS dalla metà degli anni 80, da attuare, con l’offerta attiva, nelle scuole, nell’ambito del percorso nascita e in occasione della prevenzione dei tumori femminili (per le donne in età feconda);
  • -l’aumento della prevenzione, promuovendo nuovi progetti e incrementando quelli già esistenti di educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, così come promosso dall’Unesco, per poter arrivare a parlare tra i vari argomenti, anche di contraccezione consapevole. I programmi di informazione e di sostegno agli adolescenti devono poi poter continuare all’interno degli “Spazi giovani” (vedi il progetto del “Pangolo” aperto da numerosi anni) presso le sedi consultoriali, indicati come progetti strategici nel Progetto Obiettivo Materno Infantile (POMI, varato nel 2000);
  • -la distribuzione di materiale informativo affinché le donne conoscano la possibilità di utilizzare il contraccettivo d’emergenza e la possibilità di poterlo acquistare (se maggiorenni) senza impegnativa medica. L’informativa porterebbe anche ad una diminuzione dell’uso inappropriato di tale metodo;
  • -la formazione di gruppi di sostegno ostetrico e psicologico per donne e coppie che affrontano il percorso di divenire madri/genitori, ma anche di tutte quelle donne/coppie che stiano considerando l’assai difficile ipotesi di interrompere una gravidanza (per motivi medici e non) o che abbiano vissuto quest’esperienza. Le informazioni e l’ascolto forniti dai professionisti devono essere necessariamente liberi e senza giudizio, perché solo così si può parlare di libera scelta;
  • -l’apporto di aiuti concreti: possono esistere difficoltà oggettive nel portare avanti una gravidanza e la decisione di interromperla può mettere in crisi ed arrecare dolore, sensi di colpa e vergogna, lasciando nella donna e in chi le sta accanto, conseguenze e sofferenze psicologiche. In considerazione degli effettivi problemi socio-economici che possono nascondersi dietro una tale scelta è necessario offrire alle coppie soluzioni concrete come l’apertura di nuovi asili nido e l’attuazione di politiche sociali per la famiglia che potrebbero sicuramente dare sostegno in questa difficile scelta.
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L’Ordine della Professione di Ostetrica della Regione Autonoma Valle d’Aosta, quale istituzione che sostiene politiche a favore della famiglia e della vita, si dichiara disponibile al dialogo. Sarà di estrema importanza concentrare le energie di tutti e le scarse risorse pubbliche oggi disponibili, verso progetti a beneficio della salute psicofisica ed emotiva di donne, di bambini, delle famiglie e della comunità tutta.

Articoli Stampa che hanno trattato l’argomento.

http://www.gazzettamatin.com/gazzettamatin/2019/01/22/aosta-laborto-torna-a-far-discutere-la-politica/

Tratto da Gazzetta Mattin del 5/02/2019:

http://www.gazzettamatin.com/gazzettamatin/2019/02/20/aborto-in-consiglio-comunale-ad-aosta-arrivano-le-ancelle/

 

Il 14 marzo l’associazione Dora ha invitato le ostetriche valdostane a partecipare ad una serata di confronto sul tema organizzato in collaborazione con la CGIL. 

E’ possibile visionare il VIDEO dell’evento sulla Pagina fb dell’Associazione DORA

“Giù le mani dalla legge 194/78”: Nel mese di febbraio in Consiglio Comunale ad Aosta si è discusso in merito alla proposta “Aosta: città per la vita”.