+39.347.6086026 info@ostetrichevda.it

ROMA, 23 febbraio 2019: Prima Assemblea nazionale di tutte le professioni sanitarie e sociali

6 Marzo 2019

La FNOPO ha rappresentato le 22.000 ostetriche italiane alla prima assemblea nazionale di tutte le professioni sanitarie e sociali.

 

 

Link – “Autonomie non siano un ostacolo a equità e universalismo del Ssn”. 1,5 mln di professionisti sanitari si uniscono per la prima volta in un Manifesto unitario. “Governo faccia analisi rischi-benefici e ci coinvolga”:  http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=71254

Link – Vicario (Fnopo): “Garantire maggiore equità di accesso a servizi di provata efficacia su tutto il territorio nazionale”: http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?approfondimento_id=12614

 

 

Manifesto comune: “La sanità si evolve e lo deve fare per tutti i cittadini in modo assolutamente universalistico e uguale per tutti. E non lo farà mai più senza di noi”.

Sono state sei le richieste al Governo e alle Regioni:

 
1) intensificare la collaborazione con le professioni sanitarie e sociali e i loro enti esponenziali perché l’Ssn garantisca effettivamente e uniformemente i diritti costituzionalmente tutelati dei cittadini;
 
2) rispettare i principi costituzionali di uguaglianza, solidarietà, universalismo ed equità alla base del Servizio sanitario e ne confermano il carattere nazionale;
 
3) elaborare un’analisi rischi/benefici delle proposte di autonomia differenziata presentate dalle Regioni per misurarne l’impatto sulla finanza pubblica e sulla tenuta di tutti i servizi sanitari regionali;
 
4) adottare iniziative per parametrare il fabbisogno regionale standard anche in base alle carenze infrastrutturali, alle condizioni geomorfologiche e demografiche e alle condizioni di deprivazione e di povertà sociale;
 
5) garantire il superamento delle differenze tra i diversi sistemi sanitari regionali anche mediante la definizione e implementazione di un Piano Nazionale di Azione per il contrasto alle diseguaglianze;
 
6) scongiurare il rischio che sia pregiudicato il carattere nazionale del nostro Servizio sanitario.
 
Questi i principali contenuti del Manifesto che le professioni sanitarie e sociali, riunite per la prima volta in assemblea a Roma, mettono sul tavolo di Governo, parlamento e Regioni.
 
“Il Governo deve porre al centro dell’agenda politica il tema della tutela e unitarietà del Servizio sanitario nazionale – hanno affermato unanimi i presidenti delle 10 Federazioni (30 professioni) presenti – e sollecitare le Regioni al rispetto dell’art. 2 della Costituzione che ricorda alle Istituzioni i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale su cui deve fondarsi la vita del Paese, dell’art. 3 (eguaglianza dei cittadini) e dell’art. 32 della Costituzione (tutela della salute)”.
 
Le professioni della salute chiedono alcuni impegni precisi a Governo e Regioni: l’attivazione di un tavolo di lavoro permanente dove potersi regolarmente confrontare sulle politiche sanitarie, anche con la partecipazione dei rappresentanti dei cittadini; la sottoscrizione con tutte le professioni sanitarie e sociali e l’attivazione in tutte le Regioni e secondo schemi omogenei condivisi dei recenti protocolli voluti dalle Regioni per instaurare un rapporto diretto con i professionisti e garantire un servizio sanitario universalistico e omogeneo; che i cittadini si facciano parte attiva ponendo con iniziative per garantire tutti gli aspetti sottolineati nel manifesto.
ROMA, 23 febbraio 2019: Prima Assemblea nazionale di tutte le professioni sanitarie e sociali