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La pubertà e l’adolescenza

 

Il ciclo mestruale

Il Ciclo mestruale è un processo fisiologico che, a partire dalla prima mestruazione (detta menarca e che arriva circa tra i 10 e i 14 anni), accompagna la donna, dalla pubertà alla menopausa (che arriva circa a 50 anni e corrisponde alla fine dell’età fertile, in cui la donna non ha più il ciclo mestruale).

Dal momento della prima mestruazione, il corpo della donna è pronto ad ospitare una gravidanza e se questo non avviene arriva una nuova mestruazione.

Il ciclo mestruale dura circa 28 giorni e si ripete appunto ciclicamente.

Analizziamolo assieme:

Dal 1° al 5° giorno: avviene la perdita ematica che è caratterizzata dallo sfaldamento (rottura) dell’endometrio dell’utero

Dal 6° al 13° giorno:  avviene la fase proliferativa durante la quale all’interno di un ovaio, un follicolo matura fino a diventare un ovulo pronto per la fecondazione e aumenta la produzione di estrogeni.

Il 14° giorno: avviene l’ovulazione, con un picco di estrogeni e LH (ormone prodotto dall’ipofisi). L’ovulo maturo esce dall’ovaio e viene raccolto in una tuba dove aspetta di incontrare uno spermatozoo. Questo è il periodo più fertile di tutto il ciclo mestruale (dal 12° al 16° giorno).

Dal 15° giorno: avviene la fase secretiva, nell’ovaio il follicolo, da cui è fuoriuscito l’ovulo, si trasforma in corpo luteo e produce il progesterone che facilita l’impianto dell’ovulo fecondato nell’endometrio (parte interna dell’utero) che nel frattempo si stà riformando.

Questa fase del ciclo si chiama fase secretiva.

Se non avviene la fecondazione al 28° giorno l’endometrio si sfalda e ritorna la mestruazione.

Se invece avviene la fecondazione vuol dire che uno spermatozoo è entrato dentro la cellula uovo, all’interno delle tube, lo zigote appena formato inizia a duplicarsi e migra all’interno dell’utero dove andrà ad impiantarsi nell’endometrio.

 

Ostetriche Noemi Pisano e Jenny Chadel

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I disturbi del ciclo

Amenorrea:

mancanza di mestruazioni. È frequente nelle adolescenti che si sottopongono a diete drastiche con forte perdita di peso e situazione di sottopeso, che hanno subìto stress importanti, che praticano sport agonistici di particolare impegno per l’organismo (per esempio la maratona).

Dismenorrea:

mestruazione dolorosa, più frequente nelle giovani donne, che ne sono colpite in circa il 70% dei casi.

Menometrorragia:

mestruazione eccessiva sia per quantità che per durata del flusso.

Metrorragia:

mestruazione molto abbondante per quantità.

Oligomenorrea:

mestruazioni rare (con un ritmo superiore ai 40 giorni).

Polimenorrea:

mestruazioni frequenti (con un ritmo inferiore ai 24 giorni, dai 15 ai 23).

Succede a volte anche di saltare una mestruazione, soprattutto durante i primi anni in cui il ciclo mestruale non è ancora regolarizzato oppure in corrispondenza di periodi occasionali di stress.

 

Sintomi mestruali e premestruali

Circal’80% delle donne soffre di sindrome premestruale caratterizzata da numerosi sintomi, se questi però risultano troppo forti e se interferiscono con la qualità della vita è bene rivolgersi ad un medico o un consultorio.

SINTOMI FISICI SINTOMI PSICOLOGICI
Dolore al seno Alterazione dell’umore e depressione
Sensazione di gonfiore Difficoltà di concentrazione
Rigonfiamento di volto, addome e dita Voglia di piangere, sentirsi “giù di corda”
Aumento di peso Alterazioni dell’interesse sessuale
Cefalea Stanchezza, affaticamento, voglia di dormire
Variazioni dell’appetito Disturbi del sonno
Acne e altre eruzioni cutanee Tensione, disagio, inquietudine
Costipazione o diarrea Appetito insaziabile
Rigidità muscolare o articolare Irritabilità
Dolorabilità  generale, sopprattutto alla schiena Aggressività
Crampi/dolori addominali Difficoltà di coordinazione
Emicrania, asma, rinite od orticaria Perdita dell’autocontrollo

 

 

Ostetriche Noemi Pisano e Jenny Chadel

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La contraccezione

 

L’ovulazione avviene attorno al 14° giorno del ciclo mestruale, quindi, bisogna usare la contraccezione solo quel giorno?

ASSOLUTAMENTE NO!!

Ogni donna è diversa e ogni donna ha un ciclo mestruale diverso dall’altra, inoltre, soprattutto in giovane età, durante i primi anni di pubertà il ciclo mestruale è moto irregolare e può essere di durata diversa da un mese all’altro. 

L’ovulo sopravvive per circa 2 giorni e gli spermatozoi possono sopravvivere all’interno del corpo della donna anche fino a 3 giorni, per questo è FONDAMENTALE utilizzare sempre un metodo contraccettivo se si hanno rapporti sessuali e non si vuole avere dei figli.

Dico “avere dei figli” e non solo “rimanere incinta” perché la contraccezione e l’eventuale gravidanza sono un argomento che deve interessare in egual modo la donna e l’uomo.

Esistono molti tipi di contraccettivi, in modo che ogni persona e ogni coppia possa trovare quello più adeguato.

Il preservativo

Il preservativo è un metodo anticoncezionale molto antico, veniva addirittura usato dai Romani e dai Greci, mentre a quell’epoca era di origine animale oggi il preservativo (o profilattico o condom) è una sottile guaina di lattice o di materiale anallergico, flessibile, delicata ma abbastanza resistente, chiusa su un’estremità (estremità contenente un serbatoio per lo sperma) e permette di avvolgere il pene durante il rapporto sessuale, in modo da contenere lo sperma al suo interno, impedendogli di entrare nel corpo della donna. È chiamato “metodo di barriera” in quanto non permette il contatto tra il pene e la vagina, e proprio per ciò è L’UNICO contraccettivo in grado di proteggere dalle Malattie Sessualmente Trasmissibili.

È molto indicato durante i primi rapporti sessuali, durante quelli occasionali e durante i rapporti con partner non ancora ben conosciuti.

Se usato bene ha una buona efficacia anticoncezionale ma sarebbe sempre meglio abbinarlo ad un altro metodo contraccettivo, in quanto vi è sempre una bassa possibilità di rottura dello stesso, probabilità che aumenta se il preservativo nel suo singolo astuccio è conservato in luoghi troppo caldi (es. in macchina) o se viene tenuto in posti in cui rischia di piegarsi, usurarsi e quindi bucarsi (es nel portafoglio o in tasca per svariate ore).

Non va mai usato un preservativo scaduto né va mai utilizzato lo stesso preservativo per più di un rapporto sessuale.

Va indossato all’inizio del rapporto sessuale, prima di ogni contatto tra gli organi genitali in modo da scongiurare il contagio di eventuali malattie.

Al termine del rapporto va sfilato con cautela dal pene ancora eretto per evitare la fuoriuscita dello sperma.

La pillola

Nata nel 1960 la pillola è il metodo anticoncezionale con la maggiore percentuale di successo, 99% se assunta bene.

In generale la pillola contiene estrogeni e progesterone ma esistono vari tipi di pillole con diversi dosaggi e diversi ormoni, ogni donna può trovare la pillola più adatta a lei in seguito ad una visita con il ginecologo, serve infatti la prescrizione medica per comprarla.

Ci sono confezioni da 28 pillole in cui l’assunzione è giornaliera, sempre alla stessa ora, oppure 21 pillole in cui la pillola va presa a partire dal primo giorno della mestruazione, va assunta per 21 giorni, poi 1 settimana di pausa ed in seguito si riinizia una nuova scatola. In quella settimana ci sarà la comparsa di una pseudo mestruazione caratterizzata da perdite di sangue ma che non ha nulla a che vedere con la vera mestruazione in quanto la pillola sopprime l’ovulazione, ovvero non si forma nessun ovulo, per ciò non può avvenire il concepimento. Determina inoltre un ispessimento del muco cervicale che  diventa scarso, denso, impenetrabile agli spermatozoi e provoca un assottigliamento dell’endometrio in modo che non sia pronto ad accogliere l’impianto di un eventuale zigote.

Se però la pillola viene dimenticata anche solo un giorno, la sua efficacia contraccettiva è temporaneamente compromessa e quindi per 1 settimana è meglio associarla al preservativo se si hanno rapporti sessuali. La pillola non deve essere assunta in concomitanza con terapie anticonvulsive e nel caso di assunzione di alcune terapie (ex antibiotici) sarà necessario associarla momentaneamente al preservativo.

La pillola ha anche effetti non contraccettivi e per questo viene spesso prescritta dal ginecologo come terapia:

per regolarizzare il ciclo mestruale

per ridurre i dolori mestruali 

per ridurre i sintomi premestruali

per migliorare l’acne

 

Il cerotto transdermico e l’anello

Hanno la stessa funzione della pillola ovvero rilasciano ormoni che inibiscono l’ovulazione ma invece che venire assunti giornalmente tramite compresse questi ormoni vengono rilasciati a livello cutaneo (il cerotto viene posizionato sulla cute in zone in cui non rischi di staccarsi, come ad esempio i glutei o la spalla e viene sostituito ogni settimana per un totale di 3 settimane, poi 1 settimana di pausa e poi si riprende con l’applicazione) o a livello vaginale (l’anello va inserito in vagina e rimane in sede per 21 giorni, dopo 1 settimana di pausa ne viene inserito un altro e così via).

 

Il diaframma

È un metodo ormai utilizzato sempre meno e consiste in un metodo di barriera.

E’ una coppetta che riempita con creme spermicida viene inserita n vagina a livello del collo dell’utero per evitare la risalita degli spermatozoi nell’utero.

 

La spirale

La spirale è un dispositivo di circa 3 cm a forma di T che viene inserita  dal ginecologo all’interno dell’utero e rimane in sede dai 3 ai 5 anni.

Ne esistono 2 tipi:

la spirale di rame 

la spirale ormonale

La spirale di rame crea una mini infiammazione localizzata all’endometrio in modo da renderlo inadatto all’impianto di una gravidanza, ed è consigliato per le donne che hanno già avuto figli; 

la spirale ormonale che come i metodi sopraindicati rilascia ormoni localmente.

 

L’impianto sottocutaneo

L’impianto sottocutaneo consiste in un bastoncino flessibile di 4cm che viene inserito dal ginecologo nel braccio e rimane in sede per 5 anni, anche questo metodo rilascia ormoni.  

 

Coito interrotto

Il coito interrotto non è un metodo contraccettivo affidabile e consiste nell’estrarre il pene dalla vagina prima dell’eiaculazione.

NON E’ AFFIDABILE in quanto alcune gocce di sperma possono fuoriuscire prima dell’eiaculazione e il lubrificante stesso del pene può contenere  alcuni spermatozoo. Inoltre e’ molto difficile per i ragazzi alle prime esperienze riuscire ad estrarre il pene in tempo per evitare la fuoriuscita dello sperma a livello vaginale.

 

La pillola del giorno dopo

Non è un metodo da utilizzare con leggerezza ma è un contraccettivo d’emergenza da usare solo se il preservativo si rompe o se si dimentica per un giorno di assumere la pillola.

 Non può e non deve assolutamente sostituirsi ai metodi sopraindicati.

Serve a ridurre la probabilità di una gravidanza dopo un rapporto non ben protetto, e nelle donne minorenni serve la prescrizione medica altrimenti può essere acquistata normalmente in farmacia.

Va assunta il prima possibile dopo il rapporto sessuale e comunque non dopo le 72 ore, prima si ricorre ad essa e maggior effetto avrà.

Oltre al rischio di una gravidanza indesiderata i rapporti non protetti possono essere causa della trasmissione di malattie sessuali.

Ostetriche Noemi Pisano e Jenny Chadel

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Malattie sessualmente trasmissibili

Esistono numerose malattie sessualmente trasmissibili (MST) che spesso sono asintomatiche (non hanno sintomi).

La cosa più importante da fare è “Prevenire, prevenire, prevenire”.

L’utilizzo del preservativo ad ogni rapporto vi protegge dal contagio.

Le MST possono essere provocate da batteri, come nel caso della sifilide e della gonorrea, da parassiti, come il Trichomonas, da funghi come la Candida o da virus, come nel caso dell’Herpes genitale, dell’HIV, delle epatiti e dell’HPV.

I Sintomi più comuni e frequenti sono:

I disturbi della minzione (bruciore a fare pipi’)

le secrezioni impreviste

presenza di piccoli crampi 

le alterazioni degli organi genitali (arrossamenti, vescicole e tumefazioni)

la comparsa di perdite anomale per le ragazze, (uno dei segni indicatori di infezioni è rappresentato dalle cosiddette perdite bianche con consistenza, colore, odore diversi da quelli consueti)

Se si presentano uno o più di questi sintomi è bene non perdere tempo e rivolgersi al più presto al consultorio o al proprio medico.

I sintomi possono essere diversi nell’uomo e nella donna ma le malattie si trasmettono reciprocamente e per questo è importante che la terapia sia sempre rivolta ad entrambi i partner.

Per fortuna, ad esclusione dell’AIDS (sindrome della immunodeficienza acquisita – HIV), dell’epatite virale e dell’Herpes genitale, le MST possono essere curate in modo definitivo, se il trattamento viene effettuato correttamente e tempestivamente.

Ostetriche Noemi Pisano e Jenny Chadel

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La comparsa del menarca: come comportarsi con la propria figlia

Il menarca è la comparsa della prima mestruazione. Questo evento segna l’ inizio della pubertà e l’entrata nell’età fertile. In genere il primo appuntamento con la prima mestruazione avviene intorno agli 11 – 12 anni, ma non c’è un momento uguale per tutte; a volte può comparire molto prima o addirittura oltre i 16 anni.

Diversi fattori possono determinare l’arrivo delle prime mestruazioni, può esserci un fattore ereditario, se una donna ha avuto il menarca presto è facile ce ciò accada anche alle sue figlie, altro fattore è l’alimentazione, una dieta troppo ricca di grassi e proteine può influenzare l’ equilibrio ormonale sin dall’ infanzia predisponendo ad uno sviluppo precoce.

Prima della comparsa del menarca, nel corpo delle ragazzine, si verificano dei cambiamenti, quali, ad esempio, la crescita delle ghiandole mammarie, l’aumento della statura e la comparsa di peluria su pube e ascelle. Anche il ph cutaneo cambia; i capelli tendono ad ingrassarsi più velocemente rispetto alla età pediatrica e la sudorazione può divenire più pungente.

La prima mestruazione può comparire circa uno o due anni dopo l’inizio dello sviluppo del seno e preannunciarsi con la comparsa di piccole secrezioni vaginali bianche-giallastre. Il primo flusso può comparire con piccole macchie rosso-marroncino, accompagnate da disturbi come dolore al basso ventre e alla schiena, diarrea e inappetenza.

I sintomi e l’ intensità del dolore non vengono avvertiti allo stesso modo da ogni donna, ma sicuramente è fondamentale l’approccio psicologico a questo primo appuntamento con la propria femminilità. E’ importante che le ragazzine siano preparate prima e che abbiano la consapevolezza di ciò che sta accadendo al proprio corpo.

Una mamma può aiutare a far vivere al meglio l’ arrivo del menarca con naturalezza e positività. Tutto ciò riesce più facile in una donna che vive un buon rapporto con il proprio corpo e il proprio ciclo mestruale, senza percepire ‘‘quei giorni’’ come una seccatura. Sarebbe bene accogliere la prima mestruazione con positività; ma come fare? Parlandone. Parlandone con naturalezza ogni volta che avvengono cambiamenti nel proprio corpo, durante il ciclo mestruale o permettendo alla figlia di entrare in bagno durante l’ igiene intima, di vedere e porre domande.

Può essere piacevole condividere con la propria figlia un momento di lettura. In libreria o in biblioteca si possono trovare libri dedicati alle più giovani su tale argomento, impostati come fiabe che sono un vero e proprio inno alla vita e alla ciclicità della natura.

E’ utile incoraggiare la propria figlia a parlare con una compagna di classe o amica del cuore che ha già le mestruazioni. Un altro consiglio pratico è regalare un astuccio discreto e colorato con all’ interno assorbenti e salviettine per l’ igiene intima, da tenere nella cartella o in borsa nel caso in cui le mestruazioni arrivassero quando la ragazza si trova lontano da casa.

In ogni caso, la mamma saprà scegliere il modo più adatto per prendersi cura della propria figlia; l’ importante è non lasciarla sola in questa fase delicata della vita.

Cosa fare in caso di dolore? Qualche volta, specialmente alla prima esperienza, è consigliabile prendere un giorno di riposo da scuola. I dolori addominali e alla zona lombare possono essere attenuati con rimedi naturali. Il riposo e il rallentamento dei ritmi è senz’ altro il rimedio numero uno. Una bella coperta avvolgente e la borsa dell’acqua calda sulla pancia o appoggiata dietro la schiena aiutano a rilassare la tensione muscolare. E’ buona abitudine bere tisane calde come infusi di achillea, melissa, cumino, borsa del pastore, camomilla ecc.

Quando il dolore mestruale non si attenua con i classici “rimedi della nonna” il trattamento si basa sull’utilizzo di antidolorifici (FANS).

Dopo l’arrivo delle prime mestruazioni è abbastanza frequente che il ciclo sia soggetto a irregolarità per quanto riguarda ritmo, durata e quantità: questo periodo di assestamento può durare anche due anni, fino a che l’organismo non troverà il giusto equilibrio. Quando le mestruazioni risultano essere troppo dolorose (dismenorrea), abbondanti e lunghe (menometrorragia) è consigliabile una visita ginecologica. Sarà cura del ginecologo eseguire una accurata anamnesi e valutare eventuali esami come analisi del sangue, ecografia pelvica, ed effettuare una corretta diagnosi adeguata alle caratteristiche specifiche della ragazza.

 

"L'importanza dell'educazione sessuale nelle scuole"

Il 19% dei ragazzi in Italia ha rapporti sessuali prima dei 14 anni e, secondo la  SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), soltanto 3 giovani su 10 ricevono informazioni in questo campo da personale esperto, mentre il 70% le ricerca da fonti non qualificate come i siti internet o dai coetanei.

Anche se l’Organizzazione Mondiale della Sanità continua a sottolineare l’importanza, a scopo preventivo, di svolgere corsi di educazione sessuale nelle scuole, questi vengono ancora oggi sottoposti a vari tabù.

Durante lo svolgimento di questi corsi sarebbe importante non solo fornire informazioni sulla prevenzione di comportamenti sessuali a rischio, sulla contraccezione per evitare gravidanze indesiderate e sulle malattie sessualmente trasmesse, ma anche concentrarsi su quanto i giovani desiderino e ricerchino informazioni scientifiche, corrette e disinteressate in modo da poter prendere decisioni mature e consapevoli riguardanti gli ambiti affettivi e sessuali con i quali si confronteranno.

Ricordiamo che secondo il DM n. 740 del 14 settembre 1994: “L’ostetrica partecipa ad interventi di educazione sanitaria e sessuale sia nell’ambito della famiglia che nella comunità” per questo noi vogliamo impegnarci attivamente in modo da fornire il maggior numero di informazioni possibili al maggior numero di giovani possibili.

L’educazione sessuale non si propone soltanto di fornire una corretta informazione sessuale ai ragazzi, ma anche di affrontare tematiche fondamentali, come la consapevolezza dei cambiamenti fisici e psicologici dell’adolescenza, la maturazione di una propria personalità e l’utilizzo di una propria differenza come valore e ricchezza. Essa ha come obiettivo prolungato nel tempo quello di dare ai giovani degli strumenti per esplorare il mondo delle emozioni e dei sentimenti, acquisire una maggiore consapevolezza dei diritti umani, il rispetto e l’empatia verso gli altri, la comunicazione con i propri genitori e gli adulti, la maturazione di un pensiero critico e l’instaurarsi di relazioni basate sul rispetto reciproco, smontando gli stereotipi alla base delle discriminazioni di genere e quelli legati all’orientamento sessuale. Per questo motivo, secondo gli standard internazionali, c’è urgente bisogno di fare educazione sessuale ed è necessario che questa inizi in epoca precoce e successivamente rivista in maniera più approfondita a seconda del target dei ragazzi cui è rivolta. Questo perché con la crescita cambiano le domande, i dubbi, il grado di comprensione e di interesse per certi argomenti, ma soprattutto perché risulta ancora più importante il fatto che i bambini e i ragazzi abbiano minor difficoltà nell’affrontare le questioni della sessualità prima di trovarcisi di fronte; ad esempio è necessario che le ragazze in epoca pre-puberale conoscano il fenomeno delle mestruazioni prima di farne esperienza in prima persona e allo stesso modo è fondamentale far apprendere un giusto comportamento sessuale prima di cominciare effettivamente ad averne.

http://www.fnco.it/news/lucina-n–3-2017.htm “L’ostetrica nelle scuole: l’educazione sessuale raccontata ai ragazzi”  di Federica Guerra   [/learn_more]

Siamo fatti così: l'anatomia femminile

Siamo fatti così: L'anatomia femminile

Possiamo raggruppare gli organi genitali femminili in due categorie, quelli interni e quelli esterni.

Organi interni, coinvolti soprattutto nella riproduzione:

l’utero

le tube di Falloppio

le ovaie 

la vagina

Organi esterni che compongono la Vulva e che hanno una funzione protettiva e sessuale: 

il monte di venere

il clitoride,

le grandi labbra

le piccole labbra

Ma analizziamoli assieme:

L’utero è l’organo destinato ad accogliere e proteggere il bambino per tutti i 9 mesi di gravidanza, ha la forma di una pera rovesciata e misura circa 6/7 cm di lunghezza. Si trova nella parte bassa dell’addome all’interno del bacino. Si divide in corpo dell’utero e collo dell’utero. Il corpo dell’utero è la parte superiore e si divide in endometrio (la parte interna in cui avviene l’impianto della gravidanza e che gioca un ruolo fondamentale nel ciclo mestruale, come vedremo in seguito) e il miometrio, lo strato muscolare esterno, responsabile delle contrazioni del parto e delle ”mini contrazioni” mestruali.

Il collo dell’utero (o cervice uterina) secerne un muco che cambia consistenza in base alle fasi del ciclo, durante l’ovulazione ad esempio facilita la risalita degli spermatozoi, in gravidanza invece serve a proteggere il bambino dalla vagina e quindi dall’esterno, è il collo dell’utero che durante il travaglio di parto si appiana e si dilata fino a scomparire per permettere la fuoriuscita e quindi la nascita del neonato.

Le tube di Falloppio (o salpingi) sono due canali che si inseriscono nella parte superiore del corpo uterino, lateralmente, e fungono da collegamento tra le ovaie e l’utero, dentro di esse l’ovulo e lo spermatozoo si incontrano durante la fecondazione.

Le ovaie (gonadi femminili), sono due ghiandole a forma di mandorla situate vicino all’utero che  producono e secernono gli ovuli (ovociti o cellula uovo) che sono i gameti femminili, e gli ormoni sessuali: estrogeni e progesterone.

La vagina è il canale, lungo circa 8 cm,  che collega il collo dell’utero con la vulva. È un canale muscolare che normalmente rimane “collassato” su se stesso, chiuso, ma è molto elastico in quanto formato da pieghe o rughe che si allungano e allargano. Si dilata durante il rapporto sessuale e durante il parto, per permettere il passaggio del bambino, può arrivare fino a 10 cm di diametro.

All’interno della vagina si trova l’imene, una membrana simile ad un anello, di dimensioni diverse da donna a donna, che viene “rotto” durante il primo rapporto sessuale e in tale occasione la sua rottura potrebbe causare lieve dolore e una lieve perdita di sangue.

La vulva, che non va confusa con la vagina, è l’insieme degli organi genitali femminili esterni. Immaginando di essere sdraiate, partendo dall’alto troviamo il monte di venere che è un area di cute a forma triangolare che nella pubertà si ricopre di peli, delimitata dalle pieghe dell’inguine. Il monte di venere prosegue con le grandi labbra, anch’esse ricoperte di peli nella parte esterna e contenenti le ghiandole del Bartolini; la loro funzione è quella di proteggere le strutture sottostanti ovvero, il vestibolo vulvare.

Il vestibolo vulvare è delimitato superiormente dal clitoride, piccolo organo erettile coinvolto nel piacere sessuale, scendendo troviamo l’uretra, che permette la fuoriuscita dell’urina ed infine l’orifizio vaginale; lateralmente è delimitato dalle piccole labbra, e misura circa 4cm.

 

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Siamo fatti così: L'anatomia maschile

L’anatomia maschile

L’apparato genitale maschile è costituito esternamente da:

i testicoli (ghiandole sessuali) 

il pene

All’interno dei testicoli si trovano i tubuli seminiferi che producono gli spermatozoi, le cellule di Sertoli e le cellule di Leydig che producono l’ormone testosterone, i testicoli si trovano all’esterno del corpo e questo permette il mantenimento di una temperatura ottimale per la crescita degli spermatozoi (circa 3°C in meno della T corporea).

Il pene è l’organo erettile maschile, formato dalla radice, l’asta e dal glande, l’asta contiene vene e  arterie che ne permettono l’erezione tramite un maggior afflusso di sangue durante l’eccitazione, il glande che è la parte finale è ricoperto da uno strato di pelle chiamato prepuzio. C’è poi un sistema escretore formato dalle vie spermatiche che portano lo sperma dai testicoli fino al pene. Sono presenti inoltre, la prostata che fornisce enzimi al liquido seminale rendendolo più liquido durante l’eiaculazione (il liquido seminale altrimenti coagulerebbe subito dopo rendendo impossibile il movimento degli spermatozoi e quindi la loro risalita verso le tube di Faloppio della donna), le ghiandole di Cowper e le vescichette seminali, coinvolte anche loro nella formazione del liquido seminale e che si trovano dietro la vescica. Una volta prodotto, lo sperma, viene raccolto nell’epididimo che può essere considerato un serbatoio e da lì, durante l’eiaculazione, risale i dotti deferenti che lo trasportano fino all’uretra da cui fuoriesce.

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