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Morte perinatale

Brochure informativa : L’arrivo del latte nel puerperio: come gestirlo dopo la perdita del tuo bambino

Nel mese di dicembre 2018 l’Ordine ha patrocinato una brochure informativa riguardante il tema dell’arrivo del latte in puerperio dopo la morte di un bambino.

Questa brochure, nata da un’ idea di “Ciao Lapo Onlus” ed elaborata da un gruppo di professionisti, tra cui l’ostetrica Consuelo Puxeddu, nostra iscritta,  vuole dare strumenti alle donne e agli operatori, per affrontare questo delicato tema.

Molto spesso accade che le donne, nonostante abbiano preso i farmaci per l’inibizione della lattazione, si ritrovino a dover affrontare l’arrivo della montata lattea senza strumenti e informazioni per gestire questo delicato momento.  

Troppo spesso l’operatore si ritrova ad assistere la coppia senza avere un’ adeguata preparazione/formazione riguardo al tema della morte perinatale e affrontare determinati argomenti senza una giusta preparazione comporta il rischio di non riuscire a sostenerla correttamente. 

Questa Brochure potrà aiutare tanti operatori ad affrontare questo delicato tema e dare alle donne la possibilità di effettuare una scelta informata e consapevole. 

 

Tratto dalla presentazione scritta dalla Dott.ssa Nicole Decurti, Psicologa Perinatale, Referente Regionale CiaoLapo Onlus Valle d’Aosta:

La necessità di creare un volantino dedicato al supporto della mamma nella gestione del latte dopo la perdita di un figlio è emerso dall’ascolto dei racconti delle donne colpite da lutto perinatale durante la gravidanza o dopo il parto raccolti da CiaoLapo negli ultimi 12 anni.
Dai racconti è emersa un’esperienza spesso frettolosa, sofferta, poco ragionata. Da altri racconti è emersa la difficoltà a ricevere informazioni precise rispetto alla fisiologia dell’allattamento e della montata lattea. Nella maggior parte dei casi la prassi seguita dagli ospedali italiani dopo la morte perinatale di un bambino alla nascita è, solitamente, quella di dare un farmaco alla mamma per “evitare” l’arrivo della montata lattea. Non sempre questa azione è definitiva, troppo spesso le mamme alcuni giorni dopo le dimissioni, più sovente al funerale del loro bambino, si trovano ad affrontare anche l’arrivo, dolorosissimo, del latte.

L’obiettivo del gruppo di lavoro interdisciplinare sull’allattamento, formato da psicologhe, psichiatre, farmaciste, ostetriche e consulenti ICBLC è stato quello, dopo un’attenta e accurata revisione degli articoli scientifici in lingua inglese, di capire, attraverso l’analisi dei racconti di 100 mamme di tutta Italia, quelli che erano stati i loro vissuti dopo la perdita del loro bambino (nella seconda metà della gravidanza, durante o dopo il parto), quali i loro bisogni e le soluzioni che hanno ottenuto per gestire il latte. Soprattutto l’attenzione si è focalizzata sul fornire informazioni scientifiche relative alla fisiologia della produzione di latte e delle soluzioni pratiche a queste mamme su come gestire la
montata lattea, vissuta nella maggioranza dei casi come un’ulteriore scacco del proprio corpo…
“Tanto latte e nessuno da nutrire”… “Latte che sgorga come le lacrime”.

Tutto questo spinte dalla consapevolezza che ogni storia di ogni madre è diversa e che l’operatore dovrebbe poter essere utile a tutte. Abbiamo cercato di raggruppare in macro categorie le situazioni nelle quali si possono ritrovare le donne dopo una perdita perinatale. L’operatore sanitario, e più nello specifico l’ostetrica, può doversi a relazionare con una madre che ha perso il suo bambino in gravidanza (dopo la 20esima settimana di gestazione il corpo si è preparato a nutrire il bambino), durante il parto o dopo la nascita oppure a seguito di complicazioni dopo un parto prematuro (bambini ricoverati nella Terapia Intensiva Prenatale –TIN).
In tutti questi casi le alternative per la puerpera sono diverse, ed è giusto che la donna venga informata su tutte, in modo che possa prendere una decisione circa il futuro che non sia basata sulla fretta, la paura e lo speranza che il dolore passi il prima possibile ma grazie alle informazioni e il sostegno ricevuti dal personale ospedaliero. Nel caso dell’arrivo della montata lattea a seguito di una perdita è possibile inibire naturalmente la lattazione, inibire farmacologicamente la lattazione attraverso la somministrazione di cabergolina oppure, nella nostra regione, donare il latte alla banca del latte materno, servizio attivato nel 2015, anche dall’ospedale Beauregard della Valle d’Aosta.
Ma perché è così importante da un punto di vista psicologico e fisico occuparsi di allattamento quando si affronta un lutto perinatale? Poiché le scelte compiute da una madre in lutto, se non adeguatamente informata e supportata, rischiano di incidere in modo negativo sul suo percorso di elaborazione del lutto e rallentare il recupero psico-fisico.
In una visione prospettica, con un occhio alle eventuali gravidanze successive e all’allattamento dei Bambini Arcobaleno, aiutare la mamma dopo la perdita vuol dire cercare di farle affrontare un momento estremamente doloroso limitando i traumi derivanti da una cattiva gestione di una montata lattea inattesa e non voluta che potrà, incidere su un allattamento successivo molto difficile.
Quello che speriamo di fare è riuscire ad infrangere un altro tabù che ruota intorno al tema del lutto perinatale: le mamme spesso desiderano donare il latte, mosse dalla consapevolezza degli enormi vantaggi che porta l’alimentazione del latte materno per i bimbi nati prematuri. Troppo spesso queste mamme in lutto non si sentono autorizzate a chiedere informazioni circa la donazione del loro latte avendo paura di apparire “morbose” o comunque inadeguate.
È essenziale veicolare in modo adeguato alla mamma che in queste situazioni il “dolore emozionale” può essere aggravato dal dolore fisico, quindi prendersi cura di se stessa con gentilezza e cercare di risolvere naturalmente tutto ciò che gravita intorno all’allattamento può interessare il confort fisico oltre al benessere emotivo.
Abbiamo cercato di focalizzarci sulle strategie che possono evitare che l’allattamento interrotto diventi un ricordo traumatico nella storia di quella mamma: questo ci permetterà di prenderci cura di quella mamma nel momento in cui, magari, affronterà un allattamento successivo. Bisogna, altresì, pensare che magari rimarrà la sua unica esperienza di allattamento e nel suo vissuto di madre deve essere gestita al meglio per non intaccare ulteriormente il suo percorso di elaborazione del lutto.
L’immagine sul volantino è stata realizzata da Claudia Ravaldi che ha rappresentato una “Mamma lacrima di latte”, partendo da una goccia fotografata. E’volutamente minimale e stilizzata: la riflessione è emersa dopo la lettura delle storie delle cento donne che hanno inviato le loro testimonianze a CiaoLapo descrivendo il difficile rapporto con il loro corpo dopo la perdita. Corpo che viene vissuto, dopo il lutto, come ingombrante, inutile, persino osceno nel suo funzionare nonostante tutto.