+39.347.6086026 info@ostetrichevda.it

Prevenzione

Pap test e Hpv Test

PREVENZIONE DEL TUMORE DEL COLLO DELL’UTERO

ll tumore del collo dell’utero è una tra le più comuni neoplasie maligne che colpiscono l’apparato genitale femminile. 

Il principale fattore di rischio per l’insorgenza di questo tumore è rappresentato dall’infezione da Papillomavirus umano (HPV), che si trasmette prevalentemente con l’attività sessuale e il contatto intimo. Tuttavia esistono anche altri fattori predisponenti, quali il tabagismo, il numero dei partners e le malattie sessualmente trasmesse (soprattutto herpes genitale e clamidia).

La neoplasia non presenta segni o sintomi particolari nelle sue fasi iniziali ed è caratterizzata da una lenta evoluzione, aspetto che la rende curabile se diagnosticata per tempo. Da qui l’importanza di sottoporsi regolarmente a controlli ginecologici e ad esami di screening (come il Pap test e/o HPV test), utili per identificare eventuali lesioni precancerose ed intervenire quanto prima evitando una loro mutazione in carcinoma.

Il Pap test è un test di screening volto ad identificare, sia le lesioni pre-invasive, sia quelle più aggressive, del tumore del collo dell’utero.

E’ un test di facile esecuzione in quanto consiste nel prelevare un campione di cellule epiteliali dalla cervice uterina che, dopo un’adeguata preparazione, viene esaminato al microscopio.

In Valle d’Aosta, per la prevenzione di questo tumore, il programma di screening si rivolge a tutte le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni; se per la fascia d’età tra i 25 e i 29 anni il Pap test rimane il test d’elezione, per le donne tra i 30 e i 64 anni, a partire dal 2017, è stato introdotto l’HPV test, risultato più efficace dello screening basato su Pap test, in quanto consente di individuare con maggiore anticipo eventuali lesioni pre-tumorali. Questo esame è effettuato da personale ostetrico, richiede poco tempo ed è in genere indolore.

Come viene effettuato?

Dopo aver evidenziato la cervice uterina l’ostetrica preleva con una spatolina e uno spazzolino apposito le cellule della mucosa dalla cervice che vengono poi immerse in un liquido e sottoposte quindi ad un esame di laboratorio che ricerca la presenza del DNA del Papillomavirus umano ad alto rischio responsabili dello sviluppo del tumore.

In caso di esito negativo, la donna è richiamata a ripetere il test dopo 5 anni; in caso contrario, se viene evidenziata la presenza di qualche ceppo ad alto rischio, le cellule già prelevate vengono direttamente esaminate al microscopio (HPV test).

A questo punto se il HPV test non evidenzia anomalie, si consiglia di ripetere il test HPV a distanza di un anno per capire se vi è ancora infezione: la grande maggioranza delle infezioni, infatti, regredisce spontaneamente (oltre il 50% nel corso di un anno e circa l’80% in due anni). Se il HPV test evidenzia invece anomalie, la donna è invitata a effettuare una colposcopia di approfondimento.

La presenza del Papilloma virus non significa che ci sia o che comparirà una lesione pre-tumorale o tumorale anzi, come già detto precedentemente, la maggior parte delle infezioni guarisce da sola infatti esistono circa 200 ceppi di virus HPV, ma solo due sono responsabili del 70% dei casi di tumore del collo dell’utero.

Soltanto l’esame al microscopio delle cellule già prelevate e la ripetizione del test HPV dopo un anno permettono di ridurre il numero di colposcopie inutili senza diminuire la protezione. Sebbene lo screening con questo test sia estremamente protettivo, non è possibile eliminare completamente il rischio che un tumore invasivo possa svilupparsi nell’intervallo tra un test e l’altro; è sempre bene quindi consigliare alle donne di prestare attenzione all’insorgenza di eventuali sintomi o disturbi e, nel caso, rivolgersi al proprio medico o al centro di screening.

Ost. Giulia Mucci